BAMBINI ANTICIPATARI?

BAMBINI ANTICIPATARI?

Gennaio è proprio un mese impegnativo: è il primo mese di un nuovo anno, sancisce la fine dei bagordi natalizi e rappresenta anche un tempo di decisione per i genitori.
Infatti, proprio in questo periodo, mentre ancora si stringe tra le braccia un bambino che è poco più di un cucciolo d’uomo, viene richiesto all’adulto di immaginarlo a settembre, all’inizio dell’anno scolastico, magari alle prese con un nuovo ciclo scolastico.
Grembiuli, zaini, astucci, ma anche bavaglini e asciugamani con il nome ricamato sono le cose da ricordare per i genitori.
Prima di questo, però, sarebbe bene che l’adulto si fermasse ad osservare il proprio bambino, soprattutto se il piccolo ha un’età vicina ai tre anni, cercando di capire quali sono i suoi bisogni e i suoi tempi.
Negli ultimi anni è in voga tra i genitori una gran voglia di anticipare i tempi di scolarizzazione, mandando alla scuola dell’infanzia anche bambini che compiono i tre anni nei primi mesi dell’anno, quindi come anticipatari.
Così facendo si anticipano le tappe cognitive e affettive del bambino per convertirlo in un “superbambino”, trasformando, in questo modo, le fasi della sua vita in una vera e propria staffetta.
Non è aumentando e anticipando gli stimoli che si conseguono i risultati migliori: la maggior parte degli esperti, infatti, concorda che i bambini possiedono la maturità intellettiva necessaria per cominciare un apprendimento formale (leggere, scrivere, …) solo a partire dai sei anni.
Se anticipiamo delle fasi che ancora non gli spettano, lo sottoponiamo a una condizione di frustrazione che potrebbe ripercuotersi sulla sua autostima e creare una spirale di insuccessi, tali da influenzare l’evoluzione del suo apprendimento futuro.
L’infanzia è una stagione di preparazione, in cui, giocando, si impara a pensare e a predisporre una mente che, solo in seguito, verrà “arredata”.
L’infanzia deve essere vissuta al momento giusto, con tutta la straordinarietà che la caratterizza: l’immaginazione, il gioco, il senso del mistero, l’innocenza, la magia,… Saltare le tappe dell’infanzia significa compromettere l’equilibrio delle fasi che portano all’età adulta.
L’infanzia è una tappa fondamentale e propedeutica della vita e va vissuta in tutta la sua pienezza. Se volessimo fare un paragone, potremmo dire che l’infanzia è un po’ come la varicella: se non la si affronta da piccoli, diventa molto più pericolosa da grandi, perché si manifesta sotto una forma di malattia chiamata “infantilismo”.

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